sabato 28 novembre 2015

Carlo Guardascione medico...e ventisei anni di ciclismo



 
 

Varese. Carlo Guardascione ha incantato la platea con i suoi racconti e aneddoti. Il Dottore dei ciclisti al Panorama Golf di Varese è stato il protagonista della serata inserita nel contesto degli appuntamenti in avvicinamento alla Pedala con i Campioni del prossimo 8 dicembre. L’evento coordinato da Sergio Gianoli ha visto gli interventi di Dario Andriotto, Marzo Marzano ed Edward Ravasi, ognuno ha portato la propria esperienza al fianco del medico sportivo attuale presidente dell’Associazione Medico Sportiva Varesina e responsabile dello staff medico del team World Tour Lampre Merida. Il tema della serata : “

Carlo Guardascione medico sportivo: 25 anni di vita professionale e non … insieme a corridori varesini” ha portato a spaziare in un quarto di secolo del ciclismo professionistico con il medico varesino che ha ricordato le “tappe” della sua carriera nel mondo delle due ruote con le formazioni Fanini Polli, Selle Italia, ZG Mobili Bottecchia, Mercatone Uno, Saeco e Lampre Merida. “La gioia più bella in ventisei anni di ciclismo è stata quella legata al Campionato del Mondo dei professionisti del 2008 a Varese. Un’emozione indescrivibile, un mondiale nella mia terra con all’arrivo ai primi due posti due corridori del team che mi vede nel proprio organico. Al mondiale varesino ricoprivo il ruolo di medico di gara e ho vissuto la competizione in prima persona. Grande esperienza e ringrazio la S.C. Binda, alla quale sono legato da un grande affetto, per l’opportunità”. I ricordi legati ai corridori che hanno fatto la storia del ciclismo moderno sono moltepòlici: “ Ho esordito come medico di un team nel Trofeo Laigueglia del 1989, vinse un corridore della mia squadra ; Pierino Gavazzi. Mi sono commosso nel vedere il venezuelano Leonardo Sierra protagonista al Giro d’Italia all’Aprica, nel 1990, dopo tre cadute in discesa”. Si fa più serio quando parla di Marco Pantani: “ Mai visto nessuno andare così forte in salita. Ero nello stesso albergo di Madonna Campiglio quando venne scritta quella pagina triste del ciclismo moderno, la sera prima Marco era a tavola con Candido Cannavò, aveva uno sguardo perso nel vuoto, nonostante fuori ci fossero tanti tifosi in festa”. Gli aneddoti su Mario Cipollini si sprecano: “ Mario era un corridore molto esigente, come corridori stimo molto Indurain e Bugno. Cunego è stato grande nel Giro d’Italia vinto, mentre ho avuto la fortuna di seguire da vicino Paolo Bettini nella sua vittoria Olimpica nel 2004”. C’è spazio anche per il ciclismo femminile con una giovanissima Noemi Cantele consapevole e tenace. Questo è il “dottore per caso” dei ciclisti: “ Devo molto della mia carriera al Dott. Massimo Besnati. Seguo il ciclismo professionistico per caso, anche se la bicicletta è sempre stata una mia passione avendo anche gareggiato in gioventù. (nel Gs. Solbiatese) Nel 1989 la richiesta per seguire un team professionistico arrivò al mio collega Marco Giorgi, che per altri impegni rifiutò e fece il mio nome. Ora sono qui dopo ventisei anni a raccontare tante belle storie di ciclismo vissuto”. Come si dice in queste occasioni “ Ci vorrebbe un libro per raccontare tutto” e chissà se il Dottore del ciclismo non ci stia pensando a raccontarsi.

di Sergio Gianoli
pedalaconicampioni@gmail.com
http://www.pedalaconicampioni.com/







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